L’IDEA | L’amore per la geometria e probabilmente l’abitudine a vagare con la mente e lasciare che la creatività non abbia vincoli, come la voglia costante di ridurre la consuetudine e la norma, per lasciare spazio all’anomalia.

Cartesio era già collana, ma come renderlo anello? Ho provato a strutturare gli anelli come le collane, ma la resa era pessima, anzi proprio la fattibilità era in dubbio. Quindi l’intuizione, ho iniziato valutando cosa rendesse il prototipo non idoneo; troppi elementi, troppo ricco di sezioni e quindi non proporzionato. Unico percorso da seguire era togliere, così ho ridotto al minimo utilizzabile, dal tridimensionale al bidimensionale, il quadrato era la risposta, anche il triangolo poteva andare bene, ma l’acume degli angoli potevano rivelarsi un problema.

Il quadrato era la risposta quindi, ma qualcosa mancava, sono venuti in soccorso i percorsi accademici e l’intuizione, è quella naturale predisposizione al magico, inteso nell’accezione più alta e colta del termine. E come riflesso un uno specchio, in una superficie riflettente, come difronte ad una dimensione paritaria, ad un nuovo piano, che specula la sua forme, il quadrato diventa struttura tridimensionale.